Gestione DPI: Soluzioni Avanzate Per Sicurezza E Controllo

Gestire i Dispositivi di Protezione Individuale non è mai stato solo una questione di consegne periodiche e liste cartacee. Per molti Responsabili HSE e Plant Manager, la vera sfida sta nel trasformare ogni DPI in uno strumento di controllo strategico, riducendo sprechi e garantendo report verificabili a prova di ispettore. Oggi, integrare una gestione realmente tracciata vuol dire adottare quei principi di trasparenza e responsabilità individuale che rivoluzionano l’efficienza operativa senza sacrificare la conformità normativa.

Indice

Punti Chiave

Punto Dettagli
Gestione DPI come strategia La gestione dei Dispositivi di Protezione Individuale non è solo interesse di sicurezza, ma un elemento cruciale per la riduzione dei costi e la responsabilità aziendale.
Tracciabilità e responsabilità È fondamentale non solo contare i DPI, ma tracciarne l’uso per garantire la responsabilità e il monitoraggio efficaci.
Automazione non è opzionale Le aziende con numerosi operatori e requisiti complessi necessitano di sistemi automatizzati per una gestione efficiente dei DPI.
Conformità legale e rischio Ignorare le normative sulla gestione dei DPI espone le aziende a rischi legali e sanzioni significative.

Gestione DPI: definizione e falsi miti

Gestire i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) significa molto più che distribuire caschi e guanti ai tuoi operatori. Significa sapere chi li usa, quando li usa, se li usa davvero, e soprattutto garantire che siano sempre disponibili quando servono. Eppure molti responsabili HSE e Plant Manager nelle aziende manifatturiere ancora affrontano questa gestione come se fosse una semplice questione amministrativa: ordinare stock, contare giacenze, sperare che nessuno li perda. In realtà, i DPI rappresentano uno strumento di controllo strategico che incide su sicurezza, costi operativi, e capacità di tracciare la responsabilità individuale.

Il primo falso mito è che “La gestione DPI è solo un problema di sicurezza”. No. Certo, la sicurezza è il fine ultimo, ma i DPI sono anche un centro di costo significativo e una leva di controllo organizzativo. Quando non sai chi preleva cosa, non sai se stai spreando risorse, non puoi imputare i consumi a reparti o commesse, e perdete dati fondamentali per le decisioni di budget. Il secondo mito è che “Basta contare i DPI a fine turno”. Contare non è gestire. Contare ti dice solo che “manca qualcosa”, non ti dice chi l’ha preso, perché l’ha preso, o se è stato usato correttamente. Le organizzazioni che hanno effettivamente risolto il problema non contano: tracciavano. Terzo falso mito: “Se i DPI ci sono, gli operatori li useranno”. Falso. La disponibilità non coincide con l’uso. Molte aziende scoprono troppo tardi che i dipendenti non indossavano i DPI semplicemente perché erano scomodi, difficili da trovare, o perché nessuno verificava effettivamente. La gestione moderna dei DPI poggia su tre pilastri: disponibilità tracciata, responsabilità individuale, e visibilità dei consumi reali. Questo è quello che le organizzazioni che agiscono sulle infrastrutture digitali pubbliche hanno imparato applicando principi di trasparenza e rendicontabilità ai loro sistemi: quando sai chi fa cosa e quando, puoi responsabilizzare e migliorare.

Quarto mito: “La gestione DPI è complicata e richiede software costosi”. Non per forza. Dipende dalla complessità della tua operazione. Una piccola officina meccanica con 20 operatori può gestire bene anche con soluzioni semplici, purché sistematiche. Ma un’azienda manifatturiera con turni, multipli reparti, e centinaia di operatori ha bisogno di una soluzione che dia visibilità in tempo reale, perché il problema non è più gestibile a memoria o con fogli Excel. Quinto mito: “I DPI mancanti significano che gli operatori li hanno rubarti”. Non sempre. Spesso significa che la gestione è disordinata, che gli operatori si sono dimenticati dove li hanno lasciati, o che il magazzino non aveva repliche sufficienti. Il responsabile non è necessariamente il furto, ma il caos. Infine: “Una volta implementato il sistema, il problema è risolto”. No. La gestione è un processo continuo. Il sistema traccia, ma devi interpretare i dati, capire le anomalie, e agire correttamente. Se scopri che un reparto consuma il doppio di guanti rispetto agli altri, non è un problema del sistema: è il segnale di un problema vero che adesso puoi finalmente affrontare.

Consiglio professionale: Prima di investire in una soluzione di gestione DPI, inizia mappando cosa succede oggi: quanti DPI ordini ogni mese, dove finiscono, chi li usa, quali spariscono. Scoprirai che il tuo vero problema non è solo di sicurezza, ma di controllo e costi. Solo allora potrai dimensionare correttamente la soluzione che ti serve.

Soluzioni tecnologiche per la gestione DPI

La tecnologia non risolve i problemi da sola, ma amplifica enormemente la capacità di controllarli. Quando parliamo di soluzioni tecnologiche per la gestione DPI, non stiamo parlando di gadget o di automazione fine a sé stessa. Stiamo parlando di sistemi che trasformano il flusso dei DPI da un processo manuale, opaco e poco affidabile a un processo tracciato, misurabile e responsabile. Il cuore di una soluzione tecnologica moderna per i DPI si basa su tre componenti integrate: hardware che distribuisce i materiali in modo controllato, software che traccia ogni movimento, e logiche di accesso che garantiscono il diritto di prelievo. In aziende con decine o centinaia di operatori, turni multipli e reparti diversi, queste componenti non sono un lusso: sono la base per operare in modo ordinato.

Le soluzioni hardware partono dal presupposto che se vuoi controllare cosa esce da un magazzino, la distribuzione non può essere casuale. Un distributore automatico rotativo, ad esempio, funziona secondo regole precise: l’operatore accede con credenziali (tessera, PIN, biometria), richiede un materiale specifico, e il sistema eroga solo quello che è stato autorizzato. Non ci sono più DPI “dimenticati” accanto ai distributori manuali, non ci sono prelievi non registrati. Un sistema basato su assi cartesiani è ancora più sofisticato: immagina uno scaffale automatizzato in miniatura che prende esattamente quello che serve dal posto giusto. Ma la tecnologia hardware senza software è come avere un’auto senza motore. Il software di gestione centralizzato è quello che trasforma i dati grezzi in informazioni utili. Sa chi ha prelevato cosa, quando, in che quantità. Collega i consumi a reparti, commesse, centri di costo. Genera report che mostrano anomalie, consumi anomali, prelievi frequenti o insoliti. È lo strumento che permette al Plant Manager di dire: “Questo reparto consuma il triplo dei guanti rispetto agli altri. Andiamo a capire perché.” I sistemi di identità digitale e scambio dati sicuro rappresentano il futuro di questa integrazione, consentendo una tracciabilità che è al contempo granulare e affidabile.

La scelta tra diverse soluzioni tecnologiche dipende dalla tua situazione specifica. Una piccola azienda con un magazzino semplice e pochi operatori può partire con un sistema software puro senza automazione meccanica: assegni i DPI virtualmente, traccia i prelievi manualmente o con scansione codici, e ottieni visibilità senza investimento importante. Un’azienda più grande con turni e operatori multipli beneficia di un sistema ibrido: distributori automatici in alcuni punti chiave, locker intelligenti per attrezzature condivise, e software centralizzato che unifica tutto. La cosa importante è che il sistema sia aperto, interoperabile e non ti blocchi in una soluzione proprietaria troppo stretta. Un buon sistema tecnologico per i DPI deve crescere con te: se domani vuoi aggiungere un altro distributore, cambiare il tipo di materiali, integrare nuovi reparti, devi poterlo fare senza stravolgere l’infrastruttura.

Consiglio professionale: Non scegliere la soluzione tecnologica prima di aver mappato il tuo flusso DPI attuale: dove sono gli sprechi, chi preleva più frequentemente, quali materiali si perdono, quali reparti hanno problemi di ordine. Solo dopo questa analisi saprai se ti serve automazione spinta o se una soluzione software semplice è sufficiente.

Questa tabella confronta le soluzioni tecnologiche per la gestione DPI secondo dimensione aziendale:

Tipo azienda Soluzione consigliata Investimento Vantaggi chiave
Piccola realtà (<30 operatori) Software puro, gestione manuale Basso Visibilità senza automazione, costi ridotti
Media impresa (30-100 operatori) Sistema ibrido: locker e distributori automatici Medio Distribuzione controllata, tracciabilità
Grande azienda (>100 operatori) Automazione completa, software centralizzato Alto Analisi avanzate, integrazione ERP

Funzionalità chiave nei sistemi automatizzati

Un sistema automatizzato per la gestione DPI non è un semplice distributore che eroga materiali. È un ecosistema integrato di funzionalità che lavorano insieme per trasformare il caos in ordine. Se non capisci cosa fa effettivamente un sistema automatizzato, rischi di sceglierne uno che non risolve il tuo problema reale. La prima funzionalità fondamentale è la tracciabilità dei prelievi: ogni volta che un operatore preleva un DPI, il sistema registra chi, cosa, quando, e in che quantità. Questo non è un dettaglio. È la base su cui poggia tutto il resto. Senza questa tracciabilità, non puoi responsabilizzare, non puoi identificare anomalie, non puoi prendere decisioni informate. La seconda funzionalità è il controllo accessi granulare: non tutti gli operatori devono poter prelevare tutto. Un apprendista non preleva gli stessi attrezzi di un operatore esperto. Un reparto di verniciatura ha bisogni DPI diversi dal reparto montaggio. Un buon sistema permette di definire regole precise su chi può prelevare cosa, in quale quantità, con quale frequenza. La terza funzionalità è la visibilità in tempo reale delle giacenze: sai sempre quanti DPI rimangono, dove si trovano, e se stai per esaurirli. Non scoperchia il magazzino per contare.

I tecnici prelevano i dispositivi di protezione individuale direttamente dal distributore automatico.

La quarta funzionalità è la reportistica e analisi: il sistema trasforma i dati grezzi in informazioni che il Plant Manager può usare. Consumi per reparto, per operatore, per tipo di materiale. Trend storici che mostrano se i consumi crescono o diminuiscono. Anomalie che segnalano problemi (un reparto che consuma il doppio, un operatore che preleva troppo frequentemente). I sistemi di gestione dell’identità digitale e scambio sicuro dei dati rappresentano il fondamento su cui poggia questa capacità analitica: solo quando i dati sono verificati e affidabili, puoi fidarti delle tue analisi. La quinta funzionalità è l’integrazione con il sistema gestionale aziendale: il sistema DPI non vive isolato. Deve parlare con il tuo ERP, con la contabilità, con il sistema di commesse. Idealmente, il consumo di un DPI viene imputato automaticamente al centro di costo, alla commessa, al reparto corretto. La sesta funzionalità è la flessibilità di configurazione: ogni azienda è diversa. Un buon sistema non è rigido come una scatola, ma modulare. Vuoi aggiungere un nuovo tipo di DPI? Un nuovo reparto? Cambiare le regole di accesso per un operatore specifico? Deve essere facile e veloce, non un’operazione che richiede programmazione.

C’è una settima funzionalità che spesso sottovalutano ma che è cruciale: la semplicità d’uso per l’operatore finale. Puoi avere il sistema più sofisticato del mondo, ma se l’operatore impiega cinque minuti a capire come accedere e prelevare, lo by-passerà e tornerà al magazzino manuale. Un buon sistema è intuitivo: tessera RFID o biometria per accedere, schermo che mostra cosa serve, il sistema eroga il materiale, fatto. Niente liste infinite, niente menu complicati. Infine, la protezione dati e tracciabilità della catena di custodia: soprattutto in settori come l’aerospaziale o l’automotive, devi sapere esattamente chi ha usato cosa e quando. Non per controllare il dipendente, ma per responsabilità legale e qualitativa.

Consiglio professionale: Prima di valutare un sistema, lista le tre funzionalità che risolverebbero i tuoi problemi più urgenti (sprechi, furti, responsabilità) e assicurati che il sistema le offra davvero, non solo sulla carta. Poi verifica se è intuitivo: chiedi di vederlo in azione con veri operatori, non solo con il commerciale.

Requisiti normativi e obblighi aziendali

Se pensi che la gestione DPI sia una questione puramente operativa, stai correndo un rischio legale. La normativa Europea non è un suggerimento: è un obbligo che, se non rispettato, espone l’azienda a sanzioni, responsabilità civile e penale, e danni alla reputazione che nessun risparmi operativo potrebbe compensare. La Direttiva 2016/425 sugli Equipaggiamenti di Protezione Individuale stabilisce i requisiti essenziali di sicurezza e salute che tutti i DPI devono rispettare. Non è sufficiente che un DPI sia disponibile: deve essere conforme ai standard armonizzati dell’Unione Europea, tracciato attraverso una procedura di conformità, e certificato. Ma c’è di più. La responsabilità non finisce all’acquisizione. Come azienda utilizzatrice, tu sei responsabile di garantire che i DPI siano appropriati per i rischi specifici del tuo ambiente di lavoro, che gli operatori siano addestrati al loro uso, che siano mantenuti in condizioni di efficienza, e che tu possa dimostrare tutto questo. Questo significa documentazione, tracciabilità, e registri verificabili. Una semplice lista cartacea di “DPI distribuiti” non è sufficiente dal punto di vista legale.

Infografica sugli obblighi e sui requisiti fondamentali dei DPI

Il secondo obbligo normativo riguarda la protezione dei dati personali. Quando implementi un sistema di gestione DPI che traccia chi preleva cosa e quando, stai elaborando dati personali. Secondo il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, devi condurre una Valutazione d’Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA), implementare misure di sicurezza robuste, garantire trasparenza verso i dipendenti, e dimostrare il tuo impegno verso la conformità. Non è complicato, ma è obbligatorio. Un sistema di gestione DPI che non rispetta il GDPR non è un vantaggio: è una vulnerabilità legale. Il terzo obbligo riguarda la documentazione e tracciabilità della conformità. La normativa sulla sicurezza del lavoro (D.Lgs. 81/2008 in Italia) richiede che il datore di lavoro mantenga registri documentati sull’uso e la manutenzione dei DPI. Non potrai più dire “dovremmo avere i dati da qualche parte”. Dovrai sapere esattamente dove sono, come accedervi, e come dimostrarli a un ispettore del lavoro se necessario. Una soluzione di gestione DPI automatizzata e tracciata non è un lusso in questo contesto: è la prova tangibile del tuo impegno verso la conformità.

C’è un quarto obbligo che spesso le aziende sottovalutano: la responsabilità del datore di lavoro nel garantire l’uso effettivo dei DPI. Non è sufficiente distribuirli. Devi verificare che vengano effettivamente indossati e utilizzati correttamente durante le operazioni a rischio. Questo significa controllo, supervisione, e ove necessario, sanzionare chi non li usa. Una soluzione automatizzata che traccia i prelievi e permette analisi dei consumi ti aiuta a dimostrare che stai facendo la tua parte, e ti consente di identificare reparti o operatori dove potrebbe esserci un problema di compliance. Infine, c’è l’obbligo di aggiornamento continuo della valutazione dei rischi. Man mano che i tuoi processi cambiano, i rischi cambiano, e di conseguenza cambiano i DPI necessari. La normativa richiede che tu riesamini regolarmente questa valutazione e documenti eventuali cambiamenti. Un sistema di gestione DPI che ti fornisce dati storici sui consumi e anomalie ti aiuta a identificare quando la situazione è cambiata e i tuoi DPI potrebbero non essere più adeguati.

Consiglio professionale: Prima di implementare una soluzione di gestione DPI, coinvolgi il tuo responsabile legale e di compliance in una riunione per verificare che il sistema rispetti GDPR, la Direttiva 2016/425, e le normative locali sulla sicurezza del lavoro. Un’ora di discussione ora ti salverà da rischi significativi dopo.

Riduzione di sprechi e rischi operativi

Lo spreco non è un errore isolato. È un sistema. Quando la gestione DPI è disordinata, gli sprechi non si vedono subito, ma si accumulano come una falla lenta in uno scafo. Un operatore ordina due paia di guanti quando ne serviva una, perché non sa se domani troverà quelli che servono. Un reparto compra materiale di riserva oltre le necessità per paura di rimanere senza. Un distributore manuale rimane sorvegliato da nessuno e i DPI spariscono senza motivo chiaro. Moltiplicato per mesi, questo crea un buco nel budget che nessuno riesce a spiegare completamente. La riduzione degli sprechi attraverso una gestione tracciata non è solo una questione di costi: è una questione di visibilità e controllo. Quando sai esattamente quanti DPI consuma ogni reparto ogni settimana, puoi ottimizzare gli ordini, eliminare le scorte eccessive, e ridurre gli sprechi materiali. Ma non solo. Riduci anche il tempo speso a gestire il caos: magazzini ordinati, prelievi registrati, giacenze sempre aggiornate. Un’azienda che implementa un sistema di gestione DPI tracciato riduce tipicamente i consumi tra il 15 e il 25 percent nel primo anno, non perché gli operatori usano meno DPI, ma perché scompaiono i prelievi incontrollati e le scorte fantasma.

I rischi operativi sono diversi dagli sprechi e spesso ancora più costosi. Il primo rischio è la disponibilità: se un operatore non trova il DPI che serve al momento giusto, la produzione si ferma. Non è un piccolo ritardo. È una commessa che scivola, un cliente che attende, margini che si riducono. Un sistema di gestione che monitora in tempo reale le giacenze e comunica quando è il momento di riordinare elimina questo rischio. Il secondo rischio è la conformità e la tracciabilità: se un infortunio accade e l’ispettore chiede “Chi indossava questo DPI? Da quanto tempo lo usava? Era adatto al suo ruolo?”, una gestione manuale non può rispondere. Una gestione tracciata può. Questo non solo proteggere l’azienda legalmente, ma anche dimostra che hai fatto tutto il possibile per prevenire l’infortunio. Il terzo rischio è il furto e l’uso improprio: quando i DPI sono facili da sottrarre e nessuno verifica chi li prende, cresce il rischio di perdite significative e, soprattutto, di operatori che lavorano senza protezione perché non hanno accesso ai DPI corretti. Un sistema con controllo accessi riduce drasticamente questo rischio. I principi di mitigazione dei rischi e gestione adattiva dimostrano che quando la trasparenza e il controllo sono integrati in ogni fase del flusso, i rischi operativi e la perdita di fiducia diminuiscono significativamente.

C’è un quarto rischio che spesso le aziende trascurano: il rischio organizzativo e culturale. Quando gli operatori vedono DPI disordinati, difficili da trovare, e nessuno che controlla se li usano, sviluppano un atteggiamento di “non importa davvero”. Questo compromette la cultura della sicurezza. Al contrario, quando vedono un sistema ordinato, tracciato, dove ogni prelievo è registrato e ogni anomalia viene affrontata, comprendono che la sicurezza è presa seriamente. Questo cambio culturale non è misurabile in denaro, ma ha un impatto enorme sulla compliance effettiva. Infine, c’è il rischio di non conformità alla normativa: come abbiamo visto nella sezione precedente, la legge richiede tracciabilità e documentazione. Un sistema cartaceo non reggge a un’ispezione. Uno automatizzato sì, e fornisce prove concrete del tuo impegno verso la conformità.

Consiglio professionale: Inizia a mappare i tuoi sprechi attuali: prendi un mese di dati e calcola quanto spendi in DPI, poi confrontalo con i consumi reali tracciati. Scoprirai una differenza che ti sorprenderà, e quella differenza è il tuo valore di business per una soluzione di gestione.

Ecco una panoramica comparativa dei principali rischi e sprechi legati alla gestione DPI:

Tipologia Conseguenza Come si mitiga
Sprechi materiali Aumento costi e scorte superflue Tracciatura e analisi consumi reali
Rischio operativo Interruzioni produttive, mancanza DPI Monitoraggio giacenze in tempo reale
Furto/uso improprio Perdita di materiali, operatori non protetti Controllo accessi e prelievi registrati
Non conformità normativa Sanzioni e danni reputazionali Documentazione digitale e report dedicati
Disordine organizzativo Cultura di scarsa attenzione alla sicurezza Sistemi ordinati e procedure verificabili

Ruolo dei partner nella gestione DPI

Nessun’azienda risolve da sola un problema complesso come la gestione DPI. Non perché manchi di competenza, ma perché il problema ha tante facce: tecnologica, organizzativa, normativa, culturale. Un partner specializzato non è un fornitore che ti vende hardware e basta. È un soggetto che entra nel tuo problema, capisce i tuoi flussi, conosce la normativa, ha visto come altre aziende simili lo hanno risolto, e ti aiuta a costruire una soluzione che funziona per te. Il ruolo del partner inizia ben prima dell’installazione. Inizia nella diagnosi: mappare insieme dove sono gli sprechi, quali sono i rischi reali, quale visibilità ti serve davvero. Un buon partner non propone soluzioni standard. Ascolta. Fa domande. Capisce se il tuo problema è principalmente di furti, di sprechi, di conformità normativa, o di disordine organizzativo. Perché la soluzione cambia a seconda del problema. Una volta capita la situazione, il partner può proporre una soluzione dimensionata correttamente. Non troppo grande, che costi soldi per funzionalità che non usi. Non troppo piccola, che non risolva effettivamente il problema. Il ruolo del partner è quindi consultivo in questa fase, non commerciale.

Dopo l’implementazione, il ruolo del partner non termina. Cambia forma. Il supporto operativo diventa cruciale: gli operatori devono essere formati, non solo sulla tecnologia, ma sul perché la gestione DPI è importante. Il sistema deve essere configurato e tararo sulle tue specifiche esigenze. Se nel primo mese scopri che le regole di accesso non sono giuste, il partner deve aiutarti ad aggiustarle. Se ci sono resistenze organizzative, il partner può aiutare a cambiare la narrativa e mostrare i benefici. I framework collaborativi tra organizzazioni, settore privato e governi dimostrano che quando i partner agiscono in coordinamento trasparente verso obiettivi comuni, il successo della implementazione aumenta significativamente e la fiducia del personale cresce. Il partner deve anche fornire dati e analisi: interpretare i report insieme a te, individuare anomalie, suggerire ottimizzazioni basate su quello che vede accadere nel tuo stabilimento.

C’è un terzo ruolo del partner che spesso viene sottovalutato: il ruolo di ponte tra l’azienda e la conformità normativa. Un partner serio conosce D.Lgs. 81/2008, conosce il GDPR, conosce i requisiti specifici del tuo settore (automotive, aerospaziale, alimentare, etc.). Ti aiuta a strutturare la gestione DPI in modo che sia conforme, e ti fornisce la documentazione che dimostra questa conformità. Se arriva un ispettore, il partner ha aiutato a creare un sistema che regge. Infine, il partner ha un ruolo di ottimizzazione continua. Dopo sei mesi di operazione, analizza i dati che il sistema ha raccolto e suggerisce miglioramenti. Forse una categoria di DPI si consuma più velocemente del previsto e il sistema di distribuzione va aggiustato. Forse un reparto ha anomalie di consumo che indicano un problema organizzativo o di sicurezza. Il partner che conosce il tuo contesto può aiutarti a leggere questi segnali e agire.

Consiglio professionale: Quando scegli un partner per la gestione DPI, non valutare solo il prezzo del macchinario. Valuta il tempo che dedicano a capire il tuo problema prima di proporre una soluzione, la qualità della loro formazione, e soprattutto la loro disponibilità a supportarti anche dopo sei mesi dall’implementazione, quando il valore vero emerge dai dati.

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La gestione dei Dispositivi di Protezione Individuale richiede molto più che una semplice distribuzione: serve tracciabilità precisa, responsabilizzazione e visibilità reale di ogni prelievo. Se il tuo obiettivo è eliminare sprechi, ridurre furti e garantire la conformità normativa MGT Italia ha la soluzione modulare giusta per te. Grazie al sistema integrato composto da hardware all’avanguardia e al software proprietario I24Manager potrai sapere chi preleva cosa quando e in che quantità, collegando consumi a reparti o commesse e ottenendo report dettagliati per decisioni strategiche più efficaci.

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Domande Frequenti

Quali sono i principali falsi miti sulla gestione dei DPI?

I principali falsi miti includono l’idea che la gestione dei DPI sia solo un problema di sicurezza, che contare i DPI sia sufficiente, e che la disponibilità dei DPI garantisca il loro utilizzo da parte degli operatori.

Come possono le soluzioni tecnologiche migliorare la gestione dei DPI?

Le soluzioni tecnologiche possono trasformare il flusso dei DPI in un processo tracciato e misurabile, offrendo funzionalità come la tracciabilità dei prelievi, controllo accessi granuli, e reportistica analitica.

Perché è importante mappare il flusso attuale di DPI prima di implementare una nuova soluzione?

Mappare il flusso attuale dei DPI permette di identificare sprechi e problemi operativi, così da dimensionare correttamente la soluzione tecnologica necessaria per migliorare l’efficienza e il controllo.

Quali sono i requisiti normativi legati alla gestione dei DPI?

I requisiti normativi includono il rispetto della Direttiva 2016/425 sugli Equipaggiamenti di Protezione Individuale, la conformità al GDPR per la protezione dei dati personali, e la necessità di mantenere registri documentati sull’uso e la manutenzione dei DPI.

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